Articolo da: http://www.ilconteresiliente.it/

Per molti anni ogni settimana mi trovavo a percorrere l'autostrada del Sole da Milano a Bologna per ragioni accademiche, trovandosi la sede amministrativa del campus che dirigevo nel bel capoluogo emiliano.


Conoscevo ogni buca di quella strada, ero persino capace di distinguere i tipi di asfalto, da quello nord africano anti pioggia a quello nostrano pro pozzanghera, possedevo quel tragitto o forse era il tragitto a possedere me.
Me ne accorsi un sabato mattina quando dovendo raggiungere Reggio Emilia per un convegno in cui ero il primo relatore a dover parlare, la mia mente decise automaticamente di ignorare nell'ordine: segnaletica kilometri, autogrill vari, ponte di Calatrava, e l'ineludibile scritta USCITA...

Insomma la mia abitudine settimanale era programmata in modalità Bologna e solo quando lessi un "agghiacciante" cartello che preannunciava Modena come uscita successiva, ebbi una di quelle scariche di adrenalina seguita da imprecazioni e algide sudorazioni che pezzai tutta la camicia fresca di bucato che avevo riservato per l'evento, modello carica dei 101.

L'episodio che adesso rammento come tragicomico mi ha fatto approfondire il concetto di abitudine o automatismo.
Mi sono chiesto se si possa eliminare la modalità abitudinaria che il nostro meraviglioso pigrone a due emisferi talora imposta per risparmiare energia necessaria ad altri apprendimenti.

La lettura e lo studio di numerose ricerche in tal senso, ci dicono che talune abitudini sono ovviamente buone e utili insieme, come allacciarsi le scarpe, fare il nodo alla cravatta(in verità per me è ancora un attimo tragico), guidare, andare in bici.
Ma che talune cattive abitudini possono in realtà essere dismesse. Se si in che modo?
Le abitudini muovono sempre da uno stimolo o segnale che le attiva, esse poi seguono una routine che ci conduce ad una ricompensa. Senza ricompensa appunto non si può innestare mai e poi mai una routine abitudinaria.
E se provassimo a sostituire CONSAPEVOLMENTE con una routine sana come una bella corsetta mattutina, la nostra consueta e morbida postura orizzontale del week end o magari se alla merendina del primo pomeriggio in ufficio che allarga impietosamente il nostro giro vita alternassimo una bella chiacchierata col collega? Magari la ricompensa che accende l'abitudine non è solo voglia di qualcosa di buono, ma semplicemente voglia di staccare.
Insomma se vogliamo, possiamo. Non siamo solo stimolo-risposta ma anzitutto ci contraddistinguiamo come esseri dotati di libera e consapevole capacità di scegliere.
Ci è data la possibilità ogni singolo istante di vivere il presente con noi e non infiniti momenti "senza di noi".
Le cattive abitudini sono avvisate, se cresco in consapevolezza e voglia di esserci liberandomi dai lacci degli automatismi, otterrò la ricompensa più grande che si suole chiamare pienezza di vita.

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